Nuovo welfare e santi sociali

LA VOCE DEL POPOLO

Il dibattito sul nuovo welfare emergene dalla crisi del 2009 alla luce dell'insegnamento dei Santi Sociali.

Intervento di don Danilo Magni, Attenzione all’umano nelle parole e nei fatti, sul nuovo welfare, come lo chiamano alcuni il Secondo Welfare, che sta nascendo dopo la crisi del 2009 dall’ibridazione dei modelli – laico e religioso, pubblico e privato. Sul domenicale della Voce del Popolo.

«A bisogni nuovi, opere nuove!» diceva san Leonardo Murialdo. Opere e non parole! Opere nuove, di cui c’è bisogno urgente: «Caritas urget nos», secondo il motto del Cottolengo. È questione di vita o di morte, per i tanti, troppi, che ieri come oggi, non hanno voce. Non esistono facili scorciatoie. I Santi Sociali della nostra terra sono vissuti in mezzo alla gente, rispondendo con concretezza ai bisogni dei più poveri ed emarginati, trovando nell’amore di Dio la sorgente inesauribile della loro infaticabile dedizione al prossimo.

Se i nostri Santi Sociali hanno potuto costruire quel che sappiamo senza welfare di Stato, allora è possibile anche per noi oggi. Provocazione? In parte sì, in parte no. C’è molta letteratura attorno al nuovo welfare. Il tema è complesso e non lo si può seriamente affrontare, se non allargando gli orizzonti a livello nazionale ed internazionale e mettendoci in umile ascolto. «Ibridando», si dice, pubblico e privato, profit e no profit, confessionale e non, attuando nuove policy, ridando struttura etica alla finanza, gestendo con forme nuove i patrimoni immobiliari, promuovendo l’imprenditorialità sociale per il bene comune: c’è tanto bene da fare! Abbiamo da convertire e da convertici.

Nella logica dell’incarnazione. Noi chiesa dei Santi Sociali possiamo dare un notevole contributo alla generazione positiva di modelli di welfare diversi ed integrati. La marcia in più che abbiamo, o che dovremmo avere, sono la consapevolezza ed il coraggio di affermare che, mentre aumentano la rabbia, la violenza, la disperazione e la sensazione che tutto stia precipitando verso un disastro sociale, noi crediamo che tutto stia precipitando tra le braccia amorevoli del Padre. Che la nostra storia e le storie dei bisognosi che incrociamo tutti i giorni sono abitate da Cristo e da lui redente.

Il nuovo welfare chiede a noi di essere portatori di un nuovo umanesimo e la capacità di annunciare questo con la parola, ma anche con opere nuove. Urgentemente!

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