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Nel Collegio Artigianelli i ragazzi imparano un mestiere con cui liberarsi un giorno dalla miseria

I luoghi dell’Opera Torinese del Murialdo sono numerosi. Alcuni sono storici, altri più recenti. Fra tutti, il Collegio Artigianelli, Casa Madre della Congregazione e luogo del cuore di san Leonardo Murialdo che di questo luogo scrisse «Nel Collegio Artigianelli i ragazzi imparano un mestiere con cui liberarsi un giorno dalla miseria e dai pericoli che le sono compagni».

Dei numerosi luoghi che ancora oggi danno dimora e rinnovano continuamente le attività dell’Opera Torinese del Murialdo, ne raccontiamo in particolare quattro che spiccano per storia, significato sociale e spirituale. Sono il Collegio Artigianelli, Casa Madre della Congregazione, il Santuario Nostra Signora della Salute, l’Oratorio San Martino e Rinascimenti Sociali.

Collegio Artigianelli

Fondato nel 1849 da don Giovanni Cocchi (1813-1895), viceparroco dell’Annunziata in via Po a Torino, è un’istituzione nata con lo scopo di dare ai ragazzi orfani e più emarginati della città una casa, una famiglia e un’adeguata formazione morale, spirituale e professionale. Nel 1866, san Leonardo Murialdo, ricevette l’incarico di dirigere questa istituzione e lo fece per 34 anni, dando impulso e prospettiva solida alle intuizioni di don Cocchi.

Il nome scelto da don Cocchi, Collegio Artigianelli, una novità assoluta per l’epoca e poi ripresa da altri fondatori, contiene l’ispirazione dirompente di questa opera: offrire a ragazzi abbandonati e di strada la formazione di un College, ovvero un ambiente educativo e scolastico riservato ai figli dei benestanti. Con la consapevolezza che il riscatto sociale dei suoi ragazzi sarebbe potuto avvenire tramite il lavoro, saper fare bene con arte, tipico del mondo artigiano. Da qui il nome Artigianelli che allude alla formazione professionale che l’istituto assicurava ai suoi giovani, mediante vari laboratori per falegnami, calzolai, sarti, tipografi, legatori, fabbri, scultori e pittori.

Il 19 marzo del 1873, san Leonardo Murialdo, volendo istituire un gruppo di educatori consacrati sotto il patrocinio di San Giuseppe educatore di Gesù, fonda la Congregazione di San Giuseppe. San Leonardo Murialdo vivrà al Collegio per 33 anni. Per questo insieme di ragioni il Collegio Artigianelli, Casa Madre della Congregzione, ha un valore unico per tutta la Famiglia del Murialdo nel mondo.

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Nostra Signora della Salute

Il Santuario, sorto per iniziativa di monsignor Carlo Giaume, è un punto di riferimento del quartiere di torino chiamato Borgo Vittoria, che prende il nome dalla vittoria piemontese e austriaca contro i francesi durante l’assedio della città del 1706. Poiché l’assedio interessò in modo particolare la borgata, quando si trattò di costruirvi una chiesa, si pensò di intitolarla a Maria, Salute, salvezza della patria. Ma si volle anche ricordarla come salute degli infermi, titolo sotto il quale era stata invocata durante il colera “asiatico” che nel 1835 aveva colpito Torino e in particolare il vicino borgo di Porta Palazzo.

In una nicchia del transetto sinistro è sistemata una statuina della Madonna che si fa risalire ai tempi in cui si doveva ancora iniziare la costruzione. Da allora i primi borghigiani cominciarono a venerarla con il titolo di Nostra Signora della Salute.

La costruzione della chiesa andò avanti a fatica. Il 15 giugno 1890 fu aperta una prima cappella provvisoria e soltanto cinque anni dopo si procedette alla posa della pietra della costruzione, inaugurata infine nel 1903. In questi anni, monsignor Giaume si avvalse di alcune maestranze del Collegio Artigianelli – da qui il legame storico tra il Santuario e il Collegio, così come la presenza di alcune opere d’arte di Enrico Reffo, maestro di scultura e pittura agli Artigianelli e fratello di don Eugenio Reffo, co-fondatore della Congregazione dei giuseppini del Murialdo.

Nel 1916 il Santuario venne eretto a Parrocchia, affidato alla cura pastorale dei figli di san Leonardo Murialdo. Il complesso, debiti inclusi, fu ceduto ai Giuseppini nel 1927 e inaugurato nella sua attuale fisionomia nel 1937.
Il Santuario ospita l’urna di san Leonardo Murialdo, traslata dalla parrocchia di Santa Barbara durante il percorso di riconoscimento canonico della sua santità, è collocata nell’attuale posizione dal 1994.

Presso la Parrocchia hanno sede l’associazione Naim, la Banda Salus, la Comunità Laica di san Giuseppe, il Circolo Anspi, il centro diurno Yawp specializzato nella accoglienza semiresidenziale per ragazzi fascia 10-17 anni, il Servizio al Lavoro e vi operano in via privilegiata le Suore Murialdine.

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  • Il centenario della Parrocchia (press)
La nuova illuminazione
Il sagrato
Laura Borello, Nostra Signora della Salute, Omega Edizioni, 2000 – Giornale d’Arte sacra del 1898 | Wikimedia

Oratorio San Martino

Parliamo qui di una delle innumerevoli fondazioni di don Giovanni Cocchi. Nel 1840, egli aveva, primo in città (e nel mondo), aperto un oratorio sul tipico “modello torinese”, l’Oratorio dell’Angelo Custode (1840) rivolto a ragazzi di strada e lavoratori.

Il San Martino, aperto nel 1852, faceva parte dell’Opera degli Artigianelli; san Leonardo Murialdo nel 1872 lo traferì da Porta Palazzo in via Aosta sul Lungo Dora Firenze, ampliandolo con una nuova costruzione per ospitare l’elevato numero di ragazzi. Tuttavia nel 1928, per far fronte ai debiti della costruzione del Santuario di Nostra Signora della Salute, i Giuseppini del Murialdo decisero di vendere la struttura e di trasferire le attività del San Martino presso la Parrocchia Nostra Signora della Salute.

Da sempre l’Oratorio San Martino è un luogo aperto alla comunità, ai ragazzi e alle loro famiglie, agli anziani che accoglie attraverso le numerose proposte educative e ricreative. È anche sede di progetti speciali come la proposta formativa professionalizzante LavOratorium, la scuola di formazione alle arti sceniche Accademia dello Spettacolo, il servizio di assistenza all’infanzia Baobab e la comunità Samir che accoglie un gruppo di minori stranieri non accompagnati. Presso l’Oratorio hanno infine sede il gruppo Scout Torino 25 e l’associazione sportiva dilettantistica Engym Sport.

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  • Leggi il progetto educativo dell’Oratorio
  • Leggi la tesi di baccalaureato L’Oratorio San Martino di Torino. Ricostruzione storica delle attività pastorali dal 1869 al 1872
L’Oratorio presentato dai borghigiani
Dentro l’Oratorio, parte I
Dentro l’Ortorio, parte II

Rinascimenti Sociali

Rinascimenti Sociali® è nato come brand dell’Opera Torinese del Murialdo, con l’obiettivo di guardare oltre il tradizionale modo di intendere il sociale – non una rete per gestire emergenze, ma un sinonimo di comunità, dove la centralità della persona e la coesione divengono la strada per rivedere modelli educativi, formativi, culturali e imprenditoriali, aprendo nuove opportunità lavorative ed economiche.

In seguito è diventato un luogo e una piattaforma dedicata a accelerare know-how e imprenditorialità a impatto sociale. La sede di Rinascimenti Sociali si trova a Torino in via Maria Vittoria 38, è un luogo aperto di confronto e networking a livello nazionale e internazionale, uno spazio unico che ospita il solo programma di accelerazione di start-up a impatto sociale. Il programma di accelerazione è gestito da SocialFare, il primo centro per l’innovazione sociale fondato in Italia.

La sede di Rinscimenti Sociali
L’inaugurazione, 15.3.2015
Il servizio del TGR Piemonte, 2015

Artigianelli 150

La comunità Giuseppina ha aperto la propria casa, si è rivolta al territorio, ha ripensato i suoi modelli di azione nei campi dell’educazione, l’accoglienza, la formazione, la promozione culturale, il lavoro, il welfare, l’imprenditorialità sociale. Così è nato Artigianelli 150.


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Biblioteca Museo e Cappelle

Presso il Collegio degli Artigianelli si trovano spazi di grande valore artistico e spirituale per la Famiglia Murialdina. Vi sono raccolti collezioni d’arte, archivi, oggetti di vita quotidiana appartenuti a san Leonardo. Luoghi aperti a chi ha il desiderio di leggere un pagina di storia.


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Gli altri luoghi del Murialdo

Il legame fra san Leonardo Murialdo e la sua città fu intenso, quasi esclusivo. A tal proposito scrisse: «Quanto sono riconoscente a Dio di avermi fatto nascere in Italia, a Torino, nella città del Santo Sacramento, della Consolata, nella città di tante opere benefiche. Quanto ti amo mia Torino».


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