Cento anni dalla morte di san Murialdo

FAMIGLIA CRISTIANA

Il ritratto di uno dei grandi Santi Sociali, e il profilo della città in cui sviluppò la sua opera.

Su Famiglia Cristiana, il ritratto del fondatore della Congregazione dei Giuseppini di Murialdo, apostolo della gioventù operaia e del movimento sociale cattolico. A cento anni dalla morte.

Il santo riusciva ad abbinare con equilibrio lo studio e il lavoro, ritenuti entrambi indispensabili per una completa educazione dei giovani i quali, dopo aver raggiunto la formazione di base e il diploma elementare, a seconda delle inclinazioni e delle attitudini personali potevano scegliere una specializzazione in campo agricolo (da conseguirsi nella Colonia di Bruere) o in campo artigianal-industriale orientandosi tra quattordici diversi mestieri. A questo punto, per garantire consistenza e durata al suo progetto, il Murialdo il 19 marzo 1873 diede vita alla Pia Società Torinese di San Giuseppe (patrono e modello degli operai) che si diffuse prima nel Veneto e poi in tutta Italia e, con le missioni, in America. La sua strategia pedagogica ricalcava le orme dei grandi educatori: «Se volete far del bene ai giovani», diceva ai suoi religiosi, «usate con loro una pazienza eroica; siate amabili come san Filippo Neri e dolci come san Francesco di Sales… Nei nostri uffici e contatti di educazione e di assistenza dei giovani occorre cercare di ottenere tutto con le buone maniere, fino agli estremi limiti del possibile». Il suo contemporaneo Don Bosco non la pensava diversamente.

Angelo Montonati, Famiglia Cristiana